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STAMPA: Avvenire Sessa Aurunca -  «So che quelle terre...», dal Placito alla borsa di studio  -  (15 marzo 2020)
Con il Touring l'incontro dedicato all'antico documento in volgare
Un'occasione di approfondimento anche per i ragazzi
Celebrato a Santa Maria a Valogno, borgo delle Toraglie, nel comune di Sessa Aurunca, il Placito di Sessa Aurunca, lo storico documento scritto in lingua volgare risalente al 963 d.C. L'antico foglio descrive la contesa sulla definizione del possesso di alcuni fondi del territorio aurunco tra Gualfrid, signorotto de castro calbo, attuale Calvi, e Gaido, abate del monastero di San Salvatore in Cocuruzzo. Nel documento viene sottolineata la scelta del giudice Maraldo di pronunciarsi a favore di Gaido con la famosa formula volgare espressa da alcuni testimone del prete: «sao cco kelle terre per kelle fini que tebe monstrai pergoaldi foro que ki contene, et trenta anni le possette». Questa sentenza è annoverata tra i quattro celebri documenti d'Italia scritti per la prima volta in lingua volgare. Il fondo, oggetto della disputa, si trova nel territorio corrispondente all'attuale frazione di Santa Maria a Valogno. Tale identificazione è chiarissima dal punto di vista storico-linguistico: baloneu è il corrispettivo mediolatino del toponimo attuale Valogno ed è confermata dalla indicazione della «Ecclesia sancte marie», oggi santuario della Vergine del Mirteto, intorno alla quale è poi sorto il borgo toragliese.
La manifestazione è stata promossa dal Tci, club del territorio «Terra di lavoro», in sinergia con il comune di Sessa Aurunca, la Pro Loco di Sessa Aurunca e con la regione Campania, e con la collaborazione delle pro loco di Santa Maria a Valogno e di Sancti Caroli.
Il console del Tci, Achille Maria Vellucci, promotore dell'evento, ha affermato: il «Il territorio di Sessa è un fiume carsico, ogni tanto riaffiora qualcosa di buono ed è nostro compito valorizzarlo. Ci ripromettiamo di fare di questo evento un appuntamento costante». E' toccato a Domenico Proietti, storico della lingua, docente presso l'università Vanvitelli, con un attento studio di documenti ha definito i confini della disputa. Il professore ha, poi, parlato del rapporto comunità-lingua, affermando, tra l'altro: «Una comunità è data da una tradizione, cioè da una consegna di generazione in generazione. Uno dei segni che identifica la comunità è la lingua e noi oggi la celebriamo».
Il consigliere comunale Basilio Vernile, originario delle Toraglie, ha fatto una breve ricognizione storica dei luoghi e della celebrazione del 16 febbraio, giorno che ricorda la concessione dell'indulgenza plenaria al popolo valognese da parte del papa Innocenzo II. Ha, poi, annunciato che, grazie al fondo regionale di 12000 euro, congiuntamente al sindaco Sasso, è stata istituita una borsa di studio per gli studenti delle scuole di Sessa che potranno trattare il tema "I giovani e la lingua italiana".
Il consigliere regionale, Gennaro Oliviero, ha evidenziato l'importanza di organizzare eventi culturali legati al territorio, cui la Regione è sempre attenta. Il sindaco Silvio Sasso ha sottolineato che «si tratta di un evento importante che ci connota: noi abbiamo qualcosa del resto d'Italia e dobbiamo dare il meglio di noi in termini di bellezza». Il vescovo Piazza ha evidenziato la speranza che «questo sia l'inizio di un percorso virtuoso. I luogo sono viventi e bisogna farli vivere, bisogna costruire le trame relazionali. Iniziative di questo genere possono stimolare i giovani, valorizzare il territorio per non far emigrare. Facciamo di questa giornata un appuntamento storico e guardiamo avanti tutti insieme».



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